Cari amici vicini e lontani, questa volta la newsletter settimanale vi raggiunge di domenica pomeriggio invece che di sabato mattina. Me ne scuso. Spero vi rimanga comunque tempo per valutare le segnalazioni di questa settimana che sono:


Rosa Ghislandi con D. Di Pietrantonio, L’Arminuta
Marco Cortini con C. Cottarelli, Pachidermi e pappagalli
Marco Grando con T. Wieringa, Santa Rita
Maria Ligorio con C. Zamprotta, La città insensibile
Luigi De Bartolo con E. Carnevali, Il primo Dio

Rosa, con L’Arminutaci segnala una nuova pagina di un romanzo già segnalato più volte, sia in questa che in passate edizioni, segno di una permanenza nella qualità della pagina evidentemente rimarchevole: è la storia di una ragazza che dopo essere stata ‘affidata’ torna alla sua ‘vera’ famiglia e alla sua ‘vera’ madre. il tutto descritto con una lingua levigata come pietra. Per questo Rosa ci scrive: “La protagonista una tredicenne che senza spiegazioni viene portata dalla sua vera famiglia; scopre che i suoi affettuosissimi genitori non sono i suoi genitori. La necessità di scoprire la verità e ragione di tutto quello che le è successo spingerà l’arminuta a continuare nella sua ricerca, fino a quando i fatti di presenteranno a lei dolorosi ed evidenti. Un libro che va assolutamente letto.”

Marco C., invece, con il libro di Cottarelli ci immerge nel dibattito attuale (pensioni sì, pensioni no, spesa pubblica, bilancio dello statto, deficit, ecc) fornendoci uno sguardo che vuole essere, come pare direbbe Feltri, fattuale a smentire la lunga serie di bufale e menzogne che girano sul web e in tv. Un libro quindi da leggere per avere qualche dato oggettivo e riflettere di conseguenza.

Marco G. al solito ci sorprende con le sue esplorazioni nelle letterature d’oltralpe: qui siamo in un piccolo villaggio dell’Olanda degli anni settanta del secolo scorso. A questo proposito Marco G. ci scrive: “Nell’Olanda rurale degli anni ’70 un ragazzo cresciuto troppo solo ha come unici punti di riferimento un amico droghiere e una prostituta…. Il mondo degli ultimi, senza riferimenti culturali cui ancorarsi difronte all’avanzare del consumismo dilagante, dove cova il rancore dei nostri giorni” La storia è quella di un contadino che da ragazzino ebbe una esperienza sconvolgente: un aereo russo cadde nei campi vicino casa e il pilota ferito fu assistito dalla sua famiglia. Già così ci sarebbe da fantasticare tutta una vita. Se poi una volta guarito quel pilota sparisce e tua madre lo segue, sparendo a sua volta, beh, si capisce che uno rimanga un attimo spiazzato e disturbato. Il seguito alla vostra lettura.

Anche Maria, come Rosa, ci segnala una nuova pagina di un libro già segnalato da altri partecipanti a questo concorso, La città insensibile: Napoli in questo libro indagine ci viene presentata in tutta la sua bellezza e insensibilità. Insensibilità al degrado e al malaffare.  Maria ci scrive: “Si tratta di un’inchiesta sociologico-giornalistica che evidenzia il fenomeno criminale delle nostre città.” Nella pagina segnalata leggiamo: “Siamo afflitti da un’autoreferenzialità che è un grave limite del popolo partenopeo, che provoca solo danni e non ci conduce da nessuna parte.”  Autoreferenzialità che è autocompiacimento e, forse, autoassoluzione.

Luigi, autore di un libro qui già segnalato da altri, ci invita alla scoperta di un autore e poeta maledetto: Emanuel Carnevali. Emanuel è un ragazzino romagnolo, intelligente e difficile, nato da genitori separati alla fine dell’ottocento. Collegio, ribellione, finché sedicenne parte per gli Stati Uniti dove arriva senza un soldo e senza sapere l’inglese. Lo impara e col coraggio e l’ostinazione tipica dei romagnoli inizia a spedire poesie e prose alla più diverse riviste americane. Gliele pubblicano, tanto è intenso e diretto il suo dire. Qui Luigi ci manda il suo unico romanzo, pubblicato postumo e tradotto dall’inglese dalla sorella. A questo proposito Luigi ci scrive: “Il testo mi ha colpito per la sincerità, per la capacità dell’autore di essere diretto nelle descrizioni, riuscendo a essere allo stesso tempo poetico, sebbene sia scritto in prosa si vede con chiarezza lo spirito da poeta dell’autore.”

Come detto, ultime settimane di concorso. Chi vuole partecipare si affretti. Ciao