Scorrendo le pagine di qualsiasi catalogo di pittura o di qualsiasi testo di critica, ma anche veleggiando nell’aria condizionata dei musei, mi torna spesso alla mente una domanda: quando un pittore avverte che ha trovato la propria strada? questa consapevolezza gliel’ha imposta il mercato o gli è venuta da sè?
Intendo con questo che a parte il sommo Picasso di cui apprezziamo e conosciamo opere di ogni periodo e specie, per gli altri comuni mortali nella memoria collettiva inevitabilmente si opera una cesura tra ciò che è un certo autore e ciò che non è quel certo autore.
Pensiamo, per esempio, a Campigli. Questo è Campigli?

o solo questo (e i suoi simili) è Campigli?

Questa identificazione tra stile e pittore, tra linguaggio e scrittore deriva dalla qualità delle opere o da un innamoramento di massa (moda) che fa sì che ogni altra opera sia guardata con poco rispetto e dimenticata?
Gli esempi sono innumerevoli. Quale dei due è Rothko?


Quale De Dominicis?


Quale Botero (il massimo esempio di identificazione tra brand e pittore)?

