Rubo dalla rete questo breve post di Stefano Piantini

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo progresso, è questa tempesta”. Walter Benjamin “Angelus Novus – Saggi e Frammenti”, prima traduzione italiana, Giulio Einaudi Editore,1962.

Paul Klee “Angelus Novus”, acquerello, formato cm. 31,8 x 24,2, 1920. L’opera, acquistata da Benjamin, fu passata a Scholem quando i nazisti arrivarono a Parigi, salvata da Bataille dopo il suicidio di Benjamin nel 1940, passata ad Adorno che la ripassò a Gershom Scholem, che, a sua volta, la consegnò al Museo di Israele, Gerusalemme, secondo le volontà di Benjamin.