Il Corriere.it ci informa della partenza di un nuovo sito di Telecom dedicato alla pubblicazione di foto da parte degli utenti.
Il nuovo sito si chiamerà Jpeggy.
Ciò che mi colpisce dell’annuncio del Corriere e del sito è la seguente frase: …. Il comitato selezionerà quindi ogni settimana un progetto fotografico, segnalandolo e commentandolo ….”
Ormai è così anche in pittura: ci sono i progetti, le serie. Non ci sono più, o sembrano interessare meno, i quadri singoli, a meno che gli stessi non facciano parte di “un percorso”.
E’ vero: il primo che ha iniziato è stato Picasso col suo periodo blu e rosa, mentre per gli altri, per alcuni dei maggiori ovviamente si potevano riconoscere differenze nelle modalità pittoriche (giovanili, mature, tarde – penso per esempio a Tiziano), ma non serie, periodi.
Oggi, invece, il tema progettuale, l’argomento da scandagliare visivamente, ma non solo, è divenuto fondamentale, essenziale, quasi che le parole e i concetti avessero preso il sopravvento sulle emozioni, quasi che il pittore avesse o dovesse mutuare da altre professioni la progettualità tipica di quelle e non “il modo di vedere” che come diceva Kokoschka era l’essenza della pittura.
Uno spostamento quindi dal modo di vedere alla cosa vista, dalla tecnica pittorica e dalla filosofia del vedere alla realtà sociologica. Questo è quel che ci sta di fronte?