Il fatto d’essere di giorno bancario mi costringe a dipingere di notte.
Dipingere di notte è attività da carbonaio, con la lampada alogena forte addossata al quadro e il resto della stanza al buio.
Mentre dipingo al solito le domande frullano: cosa sto facendo? che senso ha? sto dipingendo quello che voglio dipingere? Sta venendo bene?
Dipingere è ritrarre, mostrare ciò che si è visto o si ricorda e nel modo in cui lo si ricorda e lo si è visto. Dipingere è anche ragionare sulle modalità della visione, masse, particolari, linee, ombre, intuizione dei pesi, baricentri, posture. Dipingere è creare un proprio mondo a dispetto di quello che c’è.
Prima di tornare a casa, ieri sera, sono passato in Feltrinelli e mi sono messo a sfogliare un libro su Chagall. Lui è uno che ricreava e creava mondi, come altri e più di altri, ricordi, sogni, racconti. La sua tecnica di dividere lo spazio in sotto spazi distinti solo da lievi diversità nei colori dello sfondo ed entro a ciascuno mini spazio fare, dare un racconto e un ricordo diverso, tutti attinenti al tema principale, il quale, tema, scaturisce dall’insieme plastico delle sue componenti, questa tecnica è stata usata poi solo da coloro i quali si sono rifatti ad un certo primitivismo. Penso a Basquiat e ai suoi emuli.
E’ così che si racconta, mi domandavo poi, dipingendo?
Il risultato del proprio lavoro, quando si dipinge di notte, lo si scopre solo al mattino, quando la luce del giorno svela se le sfumature erano proprio quelle che uno voleva o se l’acquerellato era troppo sfumato o, al contrario, potente.
Dipingere, anche di notte, è bello.
bello scritto!
Pensavo di essere sola, coi miei tubetti di tempera economici e i tovagliolini di carta per pulire i pennelli.
Pensavo di essere unica impiegata di giorno e pittrice ‘amatoriale’ nelle ore in cui marito, figli, un intero mondo che squilla, che chiama e che pretende miracoli quotidiani, dorme della grossa. Lasciandomi finalmente in pace.
Anch’io a chiedermi perché diavolo non dormo, recuperando le poche forze che mi servono per portare sulle spalle l’Universo intero.
Anch’io, innamorata di Chagall. Da sempre.
Poi, vengono gli altri. Renoir, Segantini, Balla, Pollock…..
La mattina aprendo gli occhi dopo due miserabili ore di riposo non c’è più l’inviso ammasso di pennellate e linee che fissavo ostile e diffidente, insoddisfatta fino all’ultimo.
C’è un Cristo Pantokrator dallo bello come solo Dio sa essere, dallo sguardo indefinibile, che mi fissa commovente da un…. tagliere.
Perché io le tavole di noce non posso permettermele.
Tengo famiglia…..
no, cara Eleonora, non sei l’unica. non credo che siamo gli unici due, ma certo la pattuglia degli innamorati della pittura – che a parole è enorme – si assottiglia di molto quando si tratta di trovare spazi e modi e tempi per coltivarne la pratica. I più, i professionisti, chiamiamoli così, si trovano un lavoro onesto e poco impegnativo, possibilmente part time o ad orario ridotto, e poi il pomeriggio dipingono. noi, gli amanti, quelli che di nascosto si vedono con pennelli, tele e colori, si nascondono al mondo appena possono. quel che è sicuro è che un mondo con la pittura è più bello e degno di essere vissuto. ciao sandro