Marco Goldin è il signore che si è inventato anni fa Treviso come meta d’arte. Alcune grandi mostre hanno portato alla ribalta la città veneta. Poi Goldin è andato a Brescia e anche lì ha avuto successo. Bravo.

A Chiavari, in una libreria di libri d’arte usati (e non) (per i patiti del luogo è quella vicino alla Chiesa di San Giovanni) ho trovato il suo (di Goldin) Scrivere di pittura, artisti italiani del Novecento, Marsilio editore, 1997.

Il libraio dice che l’aveva dimenticato sullo scaffale. Voleva leggerlo lui. Poi visto che l’avevo scelto anche io, gentilmente (e commercialmente) me lo ha lasciato.

Il libro ripercorre alcune delle fortunate mostre organizzate e dirette da Goldin ed è, in sintesi, un canto d’amore per la pittura, per la pittura pittura, quella che piace anche a me (ed evidentemente non solo a me), quella fatta di pensiero e osservazione, quella fatta di pennelli e colori, quella fatta non dagli artisti o dai performers, ma, più semplicimente (incredibile dictu) dai pittori.

A pagina 164 Goldin, tra l’altro, scrive: “Credo nella pittura come atto d’amore; nella fatica d’essere pittori; nella fatica fisica, prima ancora che mentale. Nella fatica di restare al proprio posto, anche controccorrente. Nella fatica di continuare a vedere, sovrapponendo il visibile all’invisibile, il mistero alle poche certezze. Che il vedere non sia la somma di ciò che gli occhi toccano, ma piuttosto la sintesi e la selezione, di un guardare al mondo delle cose e nella scavata profondità di noi. Ciò che vediamo è la carne del nostro corpo nella definizione che ne danno le cose, come un suo prolungamento fuori da noi. Da questo continuo specchiarsi, riconoscersi e ritrovarsi negati, cresce l’esperienza della pittura che ha la solo certezza del sapersi in cammino.”

Se non l’avesse scritto lui, l’avrei scritto io, o, meglio, ho scritto, nel mio piccolo, nella mia modesta ambizione intellettuale, le stesse cose, solo con parole diverse, ma con identici accenti.

Qui di seguito qualche immagine di alcuni dei pittori presentati nel libro. L’elenco dei loro nomi sarebbe troppo lungo.