Mare, mare di scogli, il pesce.
lambendo piedi e caviglie
e ritraendosi subito timida
per poi tornare a scherzare
e sparire e tornare fin quando
non sia tu ch’a lei ti proponi
per sentirne l’allegria e’l calore
di bimba d’asilo giocosa
che stuzzica, prova, ripara
e sorride nascondendo la faccia
dietro la gonna leggera di mamma
per poi tornare a guardare fin quando
l’afferri e al cielo la lanci, ed ecco,
ti decidi, ecco, ti tuffi, goffa,
con sordo rumore d’applauso.
Subito il mare si gonfia.
Una barca lontana lo urta:
imprechi nervosa a quella
cazzo di fiducia tradita.
Il mare ti sente e di nuovo
si calma lasciando che veda
tranquillo chiarore di membra
muoversi a scatto nel nuoto.
Esci e ti guardo asciugarti.