Come non segnalare l’articolo di Dorfles per il Corriere di oggi che dà conto di una sua visita a Venezia?
In sintesi vi dirò che anche lui, Dorfles, si lamenta per la scomparsa della pittura dalla biennale di Venezia e segnala due eventi esterni alla biennale che invece meritano una visita: la mostra di Rauschenberg al Guggenheim e il nuovo museo Vedova fortemente voluto da Cacciari e disegnato da Piano.

Sulla scomparsa della pittura ho già detto. E’ paradossale che in un periodo di prepotente ritorno al “privato” nel mondo dell’arte vada tanto il pubblico, i grandi spazi, le archittetture, le fontane, le luci, le grandi sculture, tutte cose che un privato normalmente ha difficoltà ad esporre a casa propria, a meno che non sia quel che un tempo si sarebbe detto “un principe”.
Questa tendenza, al di là del mecenatismo, credo abbia a che fare con un certo qual gusto tardo romantico dello stupire, dello stupefacente, della meraviglia, relegando per questa via la capacità analitica dell’arte sullo sfondo, nelle retroguardie.
Di Rauschenberg e soprattutto di Vedova vorrei parlare di più e parlerò. Basti qui dire che per molti versi l’uno era fantasia, l’altro potenza.

..forse, non è la pittura che sta sparendo ma i pittori…
una certa piattitudine culturale ed un pragmatismo spinto dagli eventi moderni, può spingere persone creative a non esserlo, purtroppo.
Articolo interessante,
buona giornata.
può essere che tu abbia ragione: certo che è tutto un fiorire di iniziative a forte connotato tecnico/spettacolare e a poco, o nullo, contenuto pittorico, quasi che l’esprimersi nella bidimensionalità pura non avesse più senso, se non nella fotografia (grande interesse generale) e nel cinema. ciao sandro