
“La doppia ora” di Giuseppe Capotondi – Italia, 95′
La doppia ora, primo lungometraggio di Capotondi, è una storia d’amore travestita da thriller, incentrata tra l’ex poliziotto Guido (Filippo Timi) e la cameriera slovena Sonia (Ksenia Rappoport ), che inizia con una velocità continua e un’intensità inaspettata, fino a quando Guido muore durante una rapina in villa dove lavora come guardia. Sonia è un personaggio in ombra, che si muove in uno stato di disorientamento tra sogno e realtà. Guido è un uomo buono, ma deluso. Due giovani, catturati tra l’amore e il sospetto. Entrambi hanno fluttuanti storie, identità e motivazioni.
Sembra che la scelta del regista si sia diretta verso la forma audace del genere puro, senza particolari pretese metaforiche o dell’autore, ma flirta apertamente con elementi di thriller fino a diventare, a volte, un horror paranormale, un noir psicologico e film poliziesco.
Co-scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, la storia si sviluppa ben presto in aspetti molteplici e inaspettati: l’evento chiave della rapina innesca un processo complesso e originale , e la narrazione, con curve e tornanti e continue rivelazioni.
Capotondi, che ha già fatto decine di video musicali e pubblicità televisiva, ha detto che il film il è “una storia d’amore travestita da film di genere”, per il quale ha utilizzato “tutti gli stilemi di un thriller nel raccontare la storia di due persone che non riescono a cogliere la loro seconda chance. C’è la scena ‘horror’ nella vasca da bagno, l’uso di monitor a circuito chiuso, una donna sepolta viva: tutti gli elementi tipici del classico film di genere, che abbiamo comunque utilizzato per indicare un altro storia “.
Cinemagora
Il film è stato presentato nella selezione ufficiale a Venezia: Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Ksenia RAPPOPORTe nella sezione Contemporary World Cinema di Toronto.
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