Ieri sera sono andato. Si può non rendere omaggio al maestro Nanni?

Mi ero, per la verità, astenuto da Caos Calmo, film nel quale il nostro si era cimentato in scene hard, pare, ma non si era prestato alla regia, ma solo alla sceneggiatura.

Qui invece l’opera è proprio sua, tutta sua e francamente non se ne capisce il significato: perché un ateo deve ficcarsi nella descrizione di una crisi esistenziale di una persona di cui evidentemente non riesce neppure ad immaginare la personalità? intendo dire: è possibile che un vescovo, un cardinale in improvvisa crisi esistenziale per tutta la durata della crisi stessa non si ritragga mai, neanche un minuto, a pregare, a rivolgersi a quel Dio in cui ha creduto e per il quale ha operato per tutta una vita?

Il Papa di Moretti è umano, molto umano, così come tutti i Cardinali, umani, umanissimi, tutti solitari e partite di carte, mentre aspettano che l’eletto si decida a fare o non fare il Papa, così umani e gentili ed educati e pazienti da rendere impossibile qualsiasi critica da parte del mondo cattolico. Credibile? Poco, molto poco. E allora perché? Perché non scegliere un altro eletto, un presidente del consiglio, un presidente della repubblica, qualcuno che potesse essere così umanamente schiacciato dalla inaspettata elezione da perdersi completamente e cercare un ritorno impossibile all’infanzia? Perché cercare il confronto con la fede per poi rifuggirne, non parlarne per nulla, non chiedersi, non scrutare nei misteri di coloro i quali per cercarsi riescono a pregare,  a parlare con convinzione con Dio, come se lo sentissero, se Lui li ascoltasse, come se la preghiera fosse davvero un dialogo che rasserena e comprende? Perché? Mistero del Nanni nazionale.

Cerco di chiarire meglio: il film è carino, ironico, ma se si affronta il tema di una crisi esistenziale, di una fuga dalle proprie responsabilità, allora bisogna cercare di far comprendere l’uomo che ha questa crisi, chi è, cosa pensa, cosa fa (soprattutto). Ebbene, è credibile che chi ha speso una vita nella meditazione e nella fede non si rivolga a quest’ultima per cercare come uscire dalla crisi? Io non credo. Tempo fa ho visto un film francese su un monastero benedettino (credo) in Marocco, assediato da terroristi e da forze dell’ordine. I frati pregavano. In silenzio. Da soli o in comunità, ma pregavano. E’ quello che i religiosi fanno. I cardinali di Moretti giocano a scopa, oppure vanno a teatro: possibile?