Odio quelli che dicono “la mia pittura” come quelli con la “mia musica”.

La pittura è e chi la pratica si inchina, o dovrebbe inchinarsi,  di fronte al tutto già dipinto che scorre in lui come un noi, flusso costante,  acqua,  aria che consente al pennello, al mio pennello di scorrere.

Non esiste un io in pittura, ma solo un noi,  che ci usa come antenne per ricevere ed emettere.

La mia pittura andrebbe abolita come espressione per essere sostituita dall’unica che abbia senso: i miei quadri. Con la stessa valenza e significato che ha quando diciamo i miei figli o mia moglie. Altro da noi.