Dal mio amico Stefano Piantini rubo questo pezzo sulla Stele della Rivelazione.

La Stele Della Rivelazione, o Stele di Ankh-ef-en-Konsu, e’ una tavoletta di legno, formato 50 x 30 centimetri, ricoperta di stucco e dipinta su entrambi i lati con scene mitologiche e geroglifici (immagine 1 dettaglio fronte, immagine 2 dettaglio retro).

Proviene da Tebe, fu realizzata per commemorare la morte di un sacerdote del dio Mentu, Ankh-ef-en-Khonsu.

Mentu è Horus, il Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride.

Aleister Crowley, basandosi sulla datazione di allora, colloca la Stele nella XXVI Dinastia, in realtà pare sia precedente (attorno al 700 a.C.).

Il Magus ne ha anche fatto una molto libera traduzione, che è una delle basi della sua religione esoterica, Thelema, fondata sulla Magia Nera e sulla Magia Sessuale (sede della abbazia: Cefalù, Sicilia, oggi in rovina).

Crowley ne rimase colpito, soprattutto perché il numero di catalogo della Stele, al Museo Egizio del Cairo, è 666 (immagine 2) il numero che sta sulla fronte dell’Anticristo, della Bestia, nella Apocalisse (Crowley era convinto di essere l’Anticristo e si autonomino’ Bestia 666).

Lo schedatore del museo certamente non era un attento lettore del mirabile testo dell’apostolo Giovanni.

Ho comperato una buona riproduzione della Stele da un gruppo di occultisti polacchi, che si firmano Fraternitas Occultum.

La Stele, molto famosa, non rientra nel merchandising di alcun Museo Egizio a me noto, per questo ho dovuto virare sugli occultisti (immagine 3) che pure, da sempre, mi sono simpatici.