Da Vincenzo, pittore, architetto, amico, nonché fratello di amica, ricevo e pubblico:
“Caro Sandro, ciao!
è difficile fare delle foto decenti ai quadri…
quindi mi invento questo percorso, che forse è anche vero.

le prime due foto (val di mello) sono di un monocromo (o meglio un trittico di monocromi) in cui cercavo di ripetere i colori delle rocce della val di mello
le altre foto invece sono di un giochino che faccio quando sono in spiaggia (infatti si intitolano alicudi e monterosso)
ad alicudi (lunga vacanza estiva) inizio a separare i sassi di un determinato colore e li ammucchio, poi prendo il mucchio di sassi colorati e li suddivido ulteriormente per intensità, poi faccio una prima grande macchia con quelli di colore meno intenso, poi metto quelli di colore più intenso al centro e li schiaccio bene bene, infine ci cammino sopra per mischiarli un po’, l’ho fatto anche a marina di massa coi sassi bianchi, l’effetto è abbastanza straniante, quando li vedi distrattamente da lontano pensi a qualche strano fenomeno o a una macchia di vernice, poi solo quando sei vicino capisci il pasticciaccio.
a monterosso invece ho semplicemente fatto una striscia di sassi neri, dall’alto sembra quasi l’ombra di un palo inesistente, divertente è poi vedere le persone che attraversandola non la calpestano, scaramanzia naturalmente (calpestar le strisce porta male! ben lo sanno i pedoni investiti). ciao Vincenzo”






A commento dico che in epoca di installazioni ponderose e ponderate questi tuoi giochini, caro Vincenzo, fanno pensare alle possibilità che la natura ci offre per creare senso anche laddove senso non c’è, alla naturale esigenza di senso (i passanti che schivano la riga nera) che è nostra, alla bellezza della natura. Continua, anche se immagino la fatica di dover cercare, disporre, studiare e poi fotografare. ciao sandro