Di salute e malattia nessuno conosce indirizzo, fisionomia, aspetto, vizi e costumi.
Non noi, poveri mortali, ma neanche gli altrettanto poveri medici, che pure dedicano passione, orgoglio, intelligenza alla loro esistenza, per preservare l’una e sconfiggere l’altra, senza sapere dove esattamente abitino, che rapporti intrattengano, quando si incontrino o scontrino e il perché a tratti l’una sembri prevalere sull’altra.
Di loro, della salute e della malattia, si possono tutt’ al più conoscere i quartieri in cui vivono, si aggirano, ma mai esattamente le strade, i vicoli, i passaggi, gli innumerevoli caruggi che le uniscono indissolubilmente in quella unica, irripetibile esistenza che è la nostra.
Cosa ci fa male, cosa ci fa bene, quanto la volontà decida sullo star bene o male, quanto l’oggettivita che pur esiste davvero influisca, nulla sappiamo con esattezza, se non sensazioni, immagini catturate nello scorrere delle giornate, rumori di fondo, brevi punture. Di malattia e salute nessuno ha mai visto la faccia.
In questo né l’una, né l’altra se vogliamo esistono davvero, ma sono una aura, una musica, una nenia che tutti ci avvolge.
Augh.

Per ora ho bisogno di riflettere sull’argomento. A presto.
buona domenica, Fernanda