Col suo permesso rubo all’amico Stefano Piantini.


Federico Fellini “Toby Dammit” (1968, durata 37′).

Toby Dammit è il terzo episodio di un film-trittico (Tre passi nel delirio), come si faceva un tempo, tratto da tre racconti di Poe.

Il primo episodio, diretto da Malle, è scolastico, ma decisamente notevole; il secondo, diretto da Vadim, è una merda; il terzo, diretto da Fellini, è un capolavoro.

Terence Stamp, attore shakespeariano, è chiamato in Italia ad interpretare uno squinternato spaghetti-western cattolico ( …) lui sarà un Redentore cauboi.

Dall’arrivo a Roma il suo è un viaggio, spettrale e ininterrotto, verso la morte, una sfida con il Diavolo. Il racconto di Poe è solo uno spunto per Fellini e Zapponi, che lo hanno quasi completamente trasformato.

Aldo Tassone (nel bellissimo libro “Fellini 23 e mezzo“) giustamente sottolinea che il Dammit è un episodio, un prodromo sublime, del mai realizzato “Viaggio di G. Mastorna” (il mago Rol aveva rivelato a FF che, se lo avesse girato, sarebbe morto; il Mastorna, in effetti, altro non è che un viaggio nell’aldilà, e con la morte e col Diavolo è opportuno mantenere le distanze).

Il film rappresenta il punto di svolta del Maestro, che dal realismo magico e satirico vira al surrealismo e all’espressionismo, il Fellini dell’ansia, del sogno, dell’incubo. Non spoilero, rivelo solamente che Stamp è truccato in modo tale da essere un gemello di E.A. Poe, nei titoli di coda appare la più nota immagine dello scrittore bostoniano, lui È Toby Dammit, un colpo di genio in 40 minuti di genio e bellezza mostruosi, incomparabili.

Dammit è una sorta di nome-soprannome, sta per Damn’ it, in sostanza: un eufemismo della più tradizionale delle bestemmie.

Stamp, durante una grottesca e lisergica premiazione (la Lupa d’Oro …) recita, incompleto (è ubriaco perso), il celeberrimo monologo di Macbeth (atto V scena V) e disegna, così, il suo destino.

Il film si trova su DVD, immagino sia su qualche piattaforma ed è visibile su TuTubo, in qualità piuttosto scadente.

Toby Dammit è la più totalmente “Poe” trasposizione di Poe, è un film sperimentale.

Woody Allen ha scritto: “Il mondo non sarebbe com’è se non fosse esistito Federico Fellini”, ecco, Woody ha proprio ragione.