LOUISE - MICHEL di Benoît Délepine e Gustave Kervern - Francia

LOUISE – MICHEL
di Benoît Délepine e Gustave Kervern – Francia 2008, 94′

Le lavoratrici di una fabbrica francese, una mattina, hanno una brutta sorpresa: il loro luogo di lavoro è stato smantellato durante la notte, e i dirigenti sono spariti. Le operaie vagliano varie ipotesi sul futuro ma nessuna sembra convincerle. Louise, la più intraprendente, propone di ingaggiare un killer per uccidere il titolare. La donna sembra indirizzarsi verso Michel il quale, più che un omicida, è un tuttofare non propriamente infallibile.
Insieme, Louise e Michel diventeranno una coppia letale e irresistibile. Difficile da descrivere, impossibile resistergli, come se fosse un film di Buñuel girato da Mel Brooks, o il contrario, pieno di grandangoli e rock indipendente, è la piccola bibbia del politicamente scorretto, l’atlante grottesco di un mondo troppo sbagliato per essere preso sul serio.

Louise Michel inizia mostrando come un gruppo di dieci lavoratrici, che si sono trovate brutalmente  senza lavoro, dopo che il padrone era fuggito con il patrimonio dell’azienda, hanno deciso di mettere in comune le loro indennità di disoccupazione per avere la testa del sopra citato padrone. In  questo road movie che devia allegramente dai binari, sta  nelle mani della  lavoratrice Louise (Yolande Moreau) e del killer Michel (Lanners).
Dopo un avvio un po’  lento, il film va in crescendo in uno stato di ebrezza incongruente.  Nonostante gli apporti molto contemporanei (a mescolare i generi, in particolare), si ha l’impressione per un momento di pensare alla ricerca di giustizia di Don Chisciotte e Sancho Pancha. Perché? Perché la lotta contro la criminalità del mondo finanziario si accosta a quella contro i crimini di quei mulini a vento, che vengono commessi senza esserne coscienti. Naturalmente attraverso la storia di Louise e Michel, Kervern e Delépine fanno esplicito riferimento a Louise Michel, l’anarchico del XIX secolo, che nel 1871 nella Comune di Parigi, è passato alla storia per aver preso senza alcuna concessione, il partito degli oppressi, dei proletari.
Detto questo, è possibile guardare il film senza sapere tutta la storia. Le avventure divertenti, serie o graffianti – almeno spiritose – dell’improbabile coppia, meritano un loro compiacimento.

Vincitore del Premio Speciale della Giuria e rivelazione del Sundance Film Festival, questa straordinaria commedia nera è attualmente campione di incassi in Francia e secondo la stampa è già un cult, una via di mezzo tra un film dei fratelli Coen e del miglior Terry Gilliam, un piccolo capolavoro esilarante e geniale.

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