Semplificare il disegno. Semplificare, andare all’essenziale, pulire, lavorare in diminutio, in levare e non in accrescere. Sempre meno tempo. Sempre minor attenzione. E maggior istruzione, cultura, istinto nel riconoscere i segni, i segnali, gli stimoli.
Per questo semplificare il disegno è certamente uno degli aspetti fondamentali ancora del nostro tempo artistico, sia in pittura che in scrittura.
Semplificare il disegno complicando la tecnica o il racconto. Un linguaggio semplice per dire cose complesse (volendo).
Simplify the drawning. Simplify, go through directly to the essence, clean up, working “in levare”, cleaning, drying. More and more people have less time. More and more people take less care. And on the contrary, people have more instruction, culture, ability to catch the point, to recognize the signs.
This is why simplify is essential today. Still today.
Simplify the drawning, but complicate the tecnics. And, if you want, the story. Speaking about complicated themes using simplified language.
non so se si può pubblicare una pagina di wikipedia, però leggendo le tue, sante, parole mi è venuta subito in mente sta ricerchina che avevo fatto sul rasoio di occam:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam
Rasoio di Occam
Il rasoio di Occam (Ockham’s razor) è il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of Ockham (noto in italiano come Guglielmo di Ockham).
“A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta” William of Ockham
Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più semplice suggerisce l’inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Ockham impone di scegliere, tra le molteplici cause, quella che spiega in modo più semplice l’evento.
La formula, utilizzata spesso in ambito investigativo e – nel moderno gergo tecnico – di problem solving, recita:
(LA)
« Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
(IT)
« Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
oppure
(LA)
« Pluralitas non est ponenda sine necessitate. »
(IT)
« Non considerare la pluralità se non è necessario. »
oppure ancora
(LA)
« Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora. »
(IT)
« È inutile fare con più ciò che si può fare con meno. »
In altri termini, non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice. All’interno di un ragionamento o di una dimostrazione vanno invece ricercate la semplicità e la sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero: se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre l’esistenza di qualche ente, è corretto farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice e plausibile).