Resurrezione è un poemetto in quattro parti. L’ho scritto quando fui giovane, molti anni fa. In qualche modo e per qualche ragione, soggettivamente e non solo, lo trovo ancora attuale, nonostante alcune parti siano indubbiamente datata sia come argomento che come forma.

So solo che dopo averlo scritto, con fatica, lavorandoci per settimane e mesi, per un po’ smisi di scrivere. Avevo finito le cose da dire o avevo finito il fiato per dirle? E’ una domanda che spesso mi tormenta, durante le lunghe pause di inattività.

Comunque, bando alle ciance, vi farò un esempio. Eccolo, dalla quarta parte:

……

ma non giunsi mai oltre il castello
strozzato di Rapallo. Poi il nonno
morì, spossato dalla lunga,
tagliente attesa. Io piansi
come non so più piangere. Così
persi Dio e il nonno insieme.
Li ritrovai ad Amsterdam, negli
impossibili sapori di un
Gauguin: vivere là, nei
colorati angoli
della nostra mente, abbracciati
dal caldo d’un mare, zoppi anche
noi, come chi è stato segnato
dal cielo. Lottare con Dio è
difficile, ma doveroso:
le sue braccia grandi ci affossano
nell’acqua densa d’un fiume, dove gli
occhi e la bocca non servono…….

Ora ve lo ripropongo tutto, se volete. Se volete dovete cliccare qui.