Sfogliando il catalogo della bella mostra in corso a San Severino Marche (fino al 12 dicembre) mi sono detto che del Barocco la grande lezione sta, in pittura, non tanto nella dinamica del vuoto e del pieno, della luce e del buio, quanto nell’invenzione del cielo.

Certo il cielo c’è sempre stato in pittura, ma è col Barocco che esso diventa un altro spazio, una nuova dimensione, abitata non solo dai Santi e dai Beati, angeli, cherubini e Sacra Famiglia tutta, ma anche alle volte da noi, dai protagonisti del quadro o da loro parenti o benefattori.

Il cielo col Barocco si apre e si popola, dimostrando in questo, se si vuole, come il fortissimo afflato inventivo di quell’epoca abbia spalancato orizzonti fin lì rimasti chiusi, quando non adirittura neppure concepiti o conosciuti.

Un’altra dimensione attualissima non è tanto quella della sorpresa e della spettacolarità, quanto quella del dolore inteso e rappresentato nella sua componente fondamentalmente fisica. Attualissima perché di lì fino ai giorni nostri le ferite, i tagli, il sangue gocciolante ha fatto spettacolo, ha ammaliato, ha attirato e respinto il pubblico, allora dei dipinti, e oggi, molto di più, dei cinematografi.

In ogni caso la mostra merita la gita in questo autunno che si preannuncia piovoso, ma che se goduto nelle belle colline delle Marche può riservare notevoli e numerose sorprese culinarie e non.

Nella mostra oltre a segnalare doverosamente il San Francesco in estasi del Caravaggio (San Severino, Chiesa di San Rocco) o sempre del Caravaggio il Cristo alla colonna (Macerata, Palazzo Buonaccorsi) o, ancora, del Gentileschi la Vergine del Rosario tra San Domenico e Santa Caterina (Fabbriano, Pinacoteca Civica), mi ha colpito per la sua espressività e forza La tempesta sedata di un anonimo allievo del Pomarancio (San Severino, Chiesa della Madonna dei Lumi, transetto di destra): il quadro, spezzato in due dall’albero della barca di Pietro e dal mantello giallo dell’apostolo che sta cercando di svegliare il Cristo, è ritmato in maniera sincopata dalle cime e dalle vele dell’alberatura e vive di due nuclei contrapposti sormontati dalla presenza fisica di un mare tutto piccole onde agitate. Notevole. Davvero.