Fabio Sironi è un pittore ed illustratore. Ha lavorato per anni per il Corriere della Sera. Illustra, dipinge. mischia linguaggi, inventa linguaggi. L’ultima sua fatica è stata l’illustrazione delle Avventure di Pinocchio.

Sul tema dell’illustrazione e del suo intreccio con la letteratura Fabio ha risposto a queste brevi domande.

Sandro: Illustrare, fedeltà e infedeltà: illustrare è leggere/vedere e rendere per immagini ciò che si e letto o visto.È come se l’autore del libro o la realtà ci affidasse qualcosa. Come lo trasportiamo? Con quali precauzioni ci muoviamo?

Fabio: A questo proposito posso raccontare il metodo di Ugo Guarino quando doveva illustrare le lettere a Montanelli sul Corriere della Sera. Era straordinariamente semplice ed efficace. In apparenza il testo appariva spesso privo di ” appigli “, ma Ugo arrivava sempre al cuore del disegno. Leggeva con attenzione lo scritto poi prendeva spunto da un particolare, da un vocabolo. Per dire: se leggeva il nome di Stalin raffigurava dei baffoni, se invece notava la parola sanità disegnava due cerotti o un piedone di gesso e così via. Non sbagliava mai un colpo ed è stata per me una
grandissima lezione di semplicità ed efficacia. Personalmente mi piace accostarmi al tema dell’ illustrazione non come una integrazione
al testo ma come un felice incontro tra due linguaggi diversi.

Sandro: Pinocchio è bianco e nero: nell’illustrare usare il colore è dipingere o colorare?

Fabio: Il bianco e nero racconta più cose del colore, è più espressivo. Nel Pinocchio ho usato fondamentalmente due registri. Alcune tavole sono ” bianche “, meno affollate di tratti e con atmosfere più luminose; altre più notturne, dove esploro le penombre. In genere se uso la penna o la matita coloro con l’ acquarello. Invece con l’ acrilico ci si può affidare di più al gesto pittorico. Ci sono poi le tecniche miste, i collage, gli stencil e naturalmente il lavoro in digitale  che è  un altro mondo, ma che di base è influenzato dalla tua formazione tradizionale di pittore e disegnatore.

Sandro: Il tuo collega ti domandò quale carta usavi: gli strumenti sono neutri come per un elettricista o ci sono matite, carte, gomme che sono tue, che sono parte di te?

Fabio: Certamente l’ attrezzatura è importante. Anche l’ elettricista o l’idraulico hanno i loro attrezzi preferiti altrimenti esisterebbe un solo tipo di pinza o di cacciavite e di una marca sola. Lo stesso si può dire per un violino o un’ automobile. Per questo anche l’ illustratore ha un’ attrezzatura  con la quale lavora fluidamente. Per esempio la carta con una certa grammatura di colore bianco piuttosto che avorio, liscia piuttosto che ruvida e così via.

Sandro: Fai esercizi fisici / sciogli il braccio, il polso, la mano prima di iniziare a disegnare?

Fabio: No.

Sandro: Quanto è importante la parola per un artista visivo?

Fabio: Una frase, una suggestione sonora o visiva fanno spesso nascere  buone idee.