Cari amici vicini e lontani,questa settimana le segnalazioni sono state:

Marco Cortini con A. Rashid, Talebani
Susanna Piccoli con R. Ezera, Il pozzo
Martina Dei Cas con N. D’Aquino, La tenda blu.
Rosa Ghislandi con H. Murakami, L’assassinio del Commendatore
Marco Grando con T. Chevalier, La ricamatrice di Winchester

Due testi di taglio giornalistico e tre romanzi, questa settimana. Entrambi i reportage trattano di due confini del mondo, con dinamiche e situazione completamente diverse, ma che trovano nella sopravvivenza umana il tratto comune. I tre romanzi, invece, ambientati in tre paesi da lungo tempo ricchi e in pace, danno modo ai loro autori di interrogarsi sulle pieghe della psicologia e dell’esistenza.

Iniziamo dai reportage.

Il primo è il libro segnalato da Marco Cortini e ci porta in Afghanistan, uno dei palcoscenici del mondo più noti tra quelli nei quali da anni va in scena quella guerra di posizione tra Stati Uniti, Russia e trafficanti di vario genere che insanguina molte parti del pianeta. Qui il giornalista Rashid, che segue i conflitti afghani da prima dell’invasione sovietica del 1979 ed è stato per lungo tempo l’unico giornalista accreditato nell’area, fa parlare la gente e descrive quello stato nello stato che è il regime talebano.

Col secondo (La tenda blu), Martina illumina, invece, uno dei luoghi meno citati dai telegiornali occidentali, l’Etiopia, e lo fa per raccontarci, nelle parole del giornalista Niccolò D’Aquino, la storia di Suor Laura Girotto, salesiana, e del volontariato che in quei luoghi, come in moltissime parti del mondo, garantisce un aiuto qualificato per fronteggiare il problema della fame e ritrovare nel lavoro e nell’istruzione una dignità perduta. Tutto questo realizzato da un manipolo di donne coraggiose e tantissimi volontari.

I romanzi, invece, sono uno Lettone, uno Giapponese e uno Americano, che a dirlo così sembra una barzelletta: in realtà ciascuno parla, a suo modo, di una delle tante facce di cui si compone l’animo occidentale.

Susanna, per esempio, riportandoci in Europa e in particolare nella tranquilla Lettonia ci racconta una storia d’amore. Susanna, infatti, ci scrive: “Segnalo questa scrittrice lettone che racconta la storia di un amore impossibile con un linguaggio estremamente evocativo di suoni, colori e luci del paesaggio in cui si svolge.” Un amore impossibile è soprattutto la storia di un desiderio, di un sogno che lega improvvisamente due adulti, li ammalia, li turba, prima di ridarli alla loro vita di sempre. Doppio sogno di Schnitzler ne è un esempio, così come, per certi versi, la grande Bovary. In questo caso la natura accompagna i sentimenti, quasi ne fosse partecipe testimone. La faccia del desiderio, quindi.

Rosa, invece, col giapponese Murakami, ci immerge in una riflessione su “chi siamo”, narrando la storia di un pittore sulla soglia dei quarantanni, inconsapevolmente insoddisfatto, che viene travolto dall’abbandono della moglie e che solo cadendo in un tunnel sempre più stretto e buio riesce a ritrovare se stesso, il suo amore, la sua posizione nel mondo. A questo proposito, tra l’altro, Rosa ci scrive: “Murakami lavora di più con l’inconscio e con le paure che ci sbranano l’anima, ma anche di come possiamo vincerle. Una terapia per sopravvivere ai traumi delle proprie fragilità, alla necessità di ritrovare dentro di sè quell’energia per andare fino in fondo. I personaggi appaiono e scompaiono in un mondo surreale. Murakami o lo ami o lo detesti … io lo leggo.” La faccia dell’introspezione.

Infine Marco Grando con l’americana Chevalier, ci, fa scoprire le ansie, i turbamenti, l’energia, la volontà di una giovane donna che vuole garantirsi la propria autonomia. Marco ci scrive: “Non è un romanzo storico, ma in ambiente storico. La Chevalier in questo genere è superlativa. Siamo negli anni trenta quando in Inghilterra le ragazze ereno in numero notevolmente superiore ai maschi decimati dalla prima guerra mondiale. Una ragazza sola contro ogni conformismo troverà la sua realizzazione abbracciando la gilda delle ricamatrici della cattedrale di Winchester….dove, per inciso, è seppellita Jane Austin.” La faccia della autodeterminazione.

Il concorso prosegue ancora. Vi aspettiamo.