La Opera Della Settimana. Francisco Goya “Cane interrato nella sabbia (Perro enterrado en arena, 1820/1821, olio su muro, poi riportato su tela, cm. 134 x 80, Museo del Prado, Madrid).

L’opera è uno dei dipinti più misteriosi di un artista decisamente misterioso.

Il muso di un cane emerge da un piano inclinato, si ritaglia in uno spazio vuoto che pare un fondo oro. È immerso in una immensità ocra che sembra sul punto di sommergerlo. Non c’è paesaggio, non c’è realtà conoscibile, pura astrazione, pura metafisica, tuttavia il cane è spaventato, è in attesa di qualcosa, di un segno, che non conosceremo mai.

L’opera è stata realizzata da Goya quando si stabilì nella leggendaria Quinta del Sordo, a pochi metri dal ponte di Segovia. Il precedente proprietario era sordo, da cui il nome, e pure Goya era sordo, curiosa coincidenza.

Nella Quinta dipinse a olio, sul muro coperto di gesso, quattordici pitture, note come Pinturas Negras (fortunatamente tutte poi riportate su tela): tenebra, depressione, stregoneria, sabba, Saturno che divora i suoi figli, processioni nella notte. Il Cane si trovava al piano superiore.

Se Goya aveva pensato a un percorso dello sguardo, allora il cane era l’ultima immagine che si osservava prima di lasciare la stanza.

Quella testa protesa nel nulla, impaurita, forse era il senso delle Pinturas, cosa volesse rivelare il pittore con quei quattordici capolavori non lo sapremo mai, la chiave del segreto è morta con lui.