415 pagine di interviste a 26 autori cui si sommano una cinquantina circa di buone riproduzioni a colori delle opere: già così si comprende l’ambizione del progetto che vuole coprire il più possibile il panorama artistico di inizio millennio.

Di questi 26 autori 10 praticano la pittura. Gli altri realizzano installazioni, video, sculture.

Le interviste ripercorrono per ciascuno gli inizi, i confronti, i punti di incontro e di scontro. Fatto sta che guardando le riproduzioni gira la testa: quale è il filo che unisce esperienze tanto diverse?

Apparentemente nessuno se non il rifiuto del “classico” e dell’arte del novecento. Se è vero che l’arte è un linguaggio, qui ognuno ha cercato e realizzato il proprio, che non è un dialetto o una differente pronuncia di una stessa lingua comune, ma quasi sempre una lingua a sé stante, nata e cresciuta nutrendosi delle esperienze più private di ciascuno e per questo essenzialmente intraducibile in ogni altra.

Un testo a tratti noioso, spesso al limite dell’autocompiacimento, ma comunque utile.

Per dare una idea dello spaesamento che si prova riproduco alcune opere di questi autori tratte dalla rete.