Scricchiolio di travi portanti
l’architettura sociale
rafforza l’inquietudine spessa
così comune tra quelli
che attraversano la lama degli anni.

Nel profondo incessanti scoperte
e il fuoco, l’acqua, il vento
stringono il recinto dentro al quale
siamo tutti ammassati
con lamenti stridii e dolori.

Così brucia e diluvia insieme
e il vento sradica piante
e noi continuiamo a bruciare
come se tutto servisse
lusso, voluttà, piacere, oblio.

Senza speranze il cuore c’avverte
che guerra dice il cervello
e i grandi l’avrebbero già fatta
se solo avessero scuse.
Mancando, inflazione e colera.

Ma la colpa non è loro, né nostra,
troppo complesso il problema
troppo da tenere legato, non perso,
riunito, salvo, pulito
perché miracolo possa accadere.

Alba d’un mondo diverso c’attende
dopo che le travi rotte
precipitando ci seppelliranno
non tutti, spero, ma molti,
salvando a caso giovani e vecchi.

Allora Nostra Signora Tecnica
berrà ciò che di noi resta
incoronando i nuovi padroni
e fissando nuove travi
dove sembrerà più saldo e sicuro.

Così è stato, così sarà. Amen.
Quindi resta solo da conoscere
in quanti (e chi) saranno salvati.