Ehi tu, vecchio ingrigito, dalla pancia prominente, che ti preoccupi ogni giorno, ogni santo giorno che il nostro Signore manda in terra, di fare il bene della comunità in cui vivi, ehi, dico a te: lascia stare le donne e le loro pance.

Se il Signore avesse voluto che qualcuno altro avesse titolo o parola sulla pancia delle donne avrebbe sicuramente trovato modo o maniera: la Sua fantasia e la Sua potenza è talmente grande che avrebbe sicuramente trovato modo. Come ha fatto sì che si debba essere in due, di due sessi diversi perché quella pancia cresca e anche in quel caso ha lasciato che fosse la donna a permettere chi e quando e perché, alla stessa maniera se un uomo avesse dovuto mettere il becco sul dopo, quando la pancia è cresciuta o sta crescendo, credimi, vecchio, avrebbe trovato maniera come in ogni altro processo da lui ideato: una cellula, uno sfioramento, un abbraccio, un bacio.

Ma no, Dio la donna l’ha lasciata sola in quel percorso, sapendo che di lei ci si può fidare, perché è femmina, prudente, morigerata, attenta, ansiosa, femmina insomma, cosciente, pienamente cosciente e consapevole che da quella pancia che cresce dipende il proprio futuro e quello di coloro che le sono vicino e della società tutta in genere, di quella società, di quella comunità di cui tu tanto ti preoccupi.

Non temere quella pancia è nelle mani migliori. Nessuno potrebbe far meglio di colei che la porta.

Fai solo in modo che se lei ha bisogno possa avere l’aiuto che le serve: medici, infermieri, ostetriche. Di questo preoccupati e non stare a pensare se e da quando l’essere che le fa crescere la pancia possa o debba essere considerato degno di tutela: è già tutelato al massimo. Meglio di così, impossibile. Sua madre ci pensa. E se sua madre pensa che per ragioni che solo lei può sapere chi le sta crescendo dentro, quel potenziale bambino, è meglio non veda la luce, non entrare nel suo dolore, non cercare di capire, lasciala stare e come prima e più di prima aiutala in quella sua scelta. Che non è mai indolore, che non è mai non straziante. Accetta il suo volere che prima e durante lei avrà passato le notti sveglia a pensarci e se è arrivata là, è arrivata a quel bivio e ha preso la strada più dolorosa, ecco la sua decisione va solo accettata e aiutata.

Per questo, vecchio, rivolgi altrove le tue giuste preoccupazioni. Hai ragione: c’è tanto da fare per migliorare questa nostra società. Occupatene, occupati di quei problemi, povertà, ingiustizia, discriminazioni e lascia stare la pancia delle donne che, davvero, sta bene dove sta, sotto lo stretto controllo e gestione della sua padrona, unica e sola responsabile.