Il 4 Ottobre scorso ha aperto una grande retrospettiva dedicata a Max Ernst. La mostra rimarrà aperta fino al 26 Febbraio 2023. Vi dico subito che la mostra vale tutti i modesti euro che chiedono (15 euro, ridotti 13)

Per la verità, sono capitato lì per sbaglio. Ero uscito per visitare le opere del Premio Cairo di cui avevo letto sul giornale. Poi a quell’ora quella mostra era ancora chiusa (pausa pranzo?) ed allora sono andato a vedere Max Ernst e, successivamente, Avedon (di cui vi dirò in un prossimo post).

Tutto questo per dire che forse se avessi dovuto uscire per vedere la retrospettiva di Ernst sarei rimasto a casa: quanto mi sbagliavo!

Tutti noi, raccogliticci dell’arte, abbiamo in testa l’Ernst surrealista. Certo, ma non tanto “non solo”, quanto “anche”. Anche surrealista, ma illustratore, poeta, editore e soprattutto grande pittore. Una pittura che si esprime meglio nel piccolo che nel grande, ricorda in alcuni tratti Paul Klee (apostrofato da quel gascone di Picasso come il maestro del piccolo, mentre lui, il malagueno, era a suo dire il maestro del grande), in altri omaggia Magritte e in altri ancora i futuristi, e poi anche è, per l’appunto, surrealista, non dimenticando, specie nei primi lavori, un omaggio e uno studio di De Chirico e della sua metafisica. Una fantasia e una energia infinita e un tratto, una mano raffinatissima.

Qui a corredo propongo una vasta galleria di foto fatte da me col telefonino: la qualità è pessima, ma credo che anche così ci si potrà rendere conto delle infinite variazioni che il genio di Ernst ha prodotto.

Come dicevo, vale assolutamente il biglietto.

PS: spesso le sue opere sono soffuse di un pronunciato erotismo: quanto sono state importanti le donne nella vita di questo elegante tedesco con animo francese, che ufficialmente ne ha impalmate almeno sei?