L’Opera Della Settimana. Kazimir Severinovič Malevič “Quadrato Nero” (1913/1915, cm 79.5 x 79.5, olio su lino, Galleria Tret’jakov Mosca, Museo di Stato Russo San Pietroburgo).

Il Quadrato Nero di Kazimir Malevič è il grado zero della pittura.

Venne esposto per la prima volta alla “Ultima mostra futurista – 0,10” a Pietrogrado nel 1915. Ciò non è banale, la Astrazione o Astrattismo è anche una invenzione futurista (Balla) diversa da quella tedesca, che muove dall’Espressionismo del Blaue Reiter.

Il Suprematismo si dispiega prima della Grande Guerra a opera di Malevič e punta alla più completa semplificazione degli elementi figurativi per arrivare ad una chiara combinazione di elementi geometrici che sono l’essenza ‘suprema’ della visione.

I primi passi suprematisti sono i suoi disegni per la “Vittoria sopra il sole” (opera futurista di Kručënych messa in scena a San Pietroburgo nel dicembre 1913). Kazimir Malevič dipinge quattro Quadrati Neri, quello custodito al Museo di Stato di San Pietroburgo fu retrodatato al 1913 dallo stesso Malevič. Analisi tipiche del processo di restauro compiute sul Quadrato Nero rivelano come fosse stato dipinto sopra una composizione complessa e colorata. Gli esponenti del Suprematismo furono numerosi e notevoli, tra i quali Olga Rozanova ed El Lissitzky.

Lissitzky durante la sua permanenza in Germania, fece conoscere le teorie e le opere suprematiste a László Moholy-Nagy. Il Suprematismo ebbe notevole influenza sul Bauhaus, e non solo.

Per un dipinto come il Quadrato Nero, nella Russia dei Bolscevichi potevi finire al muro o in Siberia.

Malevič viene giustamente celebrato anche dalla Rivoluzione, ma nel 1930, a causa dei suoi rapporti con gli artisti tedeschi e del nuovo corso del regime sovietico, viene arrestato. Molti modelli, disegni e appunti vengono distrutti. Rilasciato, realizza opere di carattere figurativo, escono dallo studio tele naturaliste datate ai primi anni ’10, prima di allora sconosciute …

Malevič muore a Leningrado nel 1935. Un genio totale.

Questo è il contributo di Stefano. Io ne avevo scritto qui.