Settimana scorsa ho visitato la personale di Cesarina De Vitis presso la Galleria ArteBagutta in Corso Garibaldi 17 a Milano. Ahimé la mostra è terminata domenica 2 luglio.

Erano esposte numerose carte principalmente a china, ma non solo, e molte terracotte. La De Vitis, infatti, si divide tra la pittura e la scultura, dando priorità, come dicevo, da un lato alla grafica e dall’altra all’argilla. Ma ha realizzato, come si può vedere sul suo sito, anche molti lavori ad olio per la pittura e sculture in legno e in bronzo.

Come le dicevo, io di scultura capisco poco. Di pittura un poco.

I nudi della De Vitis ricordano quelli di Klimt per l’apparente dolcezza del tratto, ma rispetto a quelli qui le tecniche si mescolano e a partire normalmente dalla china si aggiungono carboncini e pastelli, aggiunte che regalano alle opere salti e profondità di piani o, in altri casi, morbidezze quasi di stoffe.

Apparente dolcezza, dicevo, perché comunque il tratto rimane spesso secco, alle volte imperioso, sapiente, deciso, anche se il risultato finale è quello di una rappresentazione femminile (si trattava di nudi solo femminili) un poco dolente, assorta, lontana.

Avrebbe meritato una visita, ma chi vuole visitarne il sito una qualche ideuzza può farsela della bravura di Cesarina De Vitis.