Copiamo, col suo permesso, questa recensione di Ramsis Bentivoglio.
Ecco, sinceramente mi aspettavo di più, anzi, di meno. Nel senso, belli e bravi tutti, Margot Robbie superlativa, Gosling perfetto, belle scenografie, ottima musica, ma qualcosa ha stonato.
La polemica generazionale funziona abbastanza bene, la critica al modello di donna irraggiungibile ha colto nel segno, ma qualcosa non quadra.
Fare un film su uno status symbol non era facile, ma a differenza del film sulla LEGO – citato qua e là da Barbie -, la bambola include un messaggio femminista che nessun altro giocattolo ha.
Greta Gerwig e suo marito hanno fatto un buon lavoro, ma la presenza massiccia di Mattel e della stessa creatrice ne hanno fatto un film politico e leggermente politically correct. Gli uomini sono evidentemente stupidi o sentimentali e fanno la figura, ingrata, di soprammobili.
Nonostante Ken cerchi di voler essere qualcun altro, è Barbie che vince, nonostante la caduta finale della visita dal ginecologo.
Questo è un film che, secondo noi, ottiene l’effetto contrario a quello desiderato. Barbie non aiuta le donne a essere ciò che vogliono perché sottintende la prevaricazione sui maschi, in qualche modo. E siamo ancora qui…
Poteva essere un gran film. È solo un buon film con grandi mire.
P.S. Non si possono sentire i figli che sgridano i genitori. Anche per questo Barbie propone un soggetto distorto e diseducativo.