Sergio Leone

Il 30 aprile di venti anni fa moriva Sergio Leone, pietra miliare del cinema italiano, uno dei registi che diede maggior lustro alla cinematografia nostrana. Cresciuto a Cinecittà con un padre produttore e una madre attrice, Leone s’interessa sin da giovane al mondo cinematografico. La sua intensa carriera inizia come aiuto regista di Vittorio De Sica e importanti collaborazioni con Mervin LeRoy in “Quo Vadis?”, con William Wyler in “Ben Hur” e con Robert Aldrich in “Sodoma e Gomorra”. Diventa noto al grande pubblico con il filone degli ‘spaghetti western’ tra cui “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto, il cattivo”, in cui lanciò sul grande schermo Clint Eastwood, e dove seppe rinnovare il genere western. Divenuto celebre anche in America, diede vita al suo capolavoro: “C’era una volta in America” , epopea sulla mafia e sui gangster americani, interpretato magistralmente da Robert De Niro e considerato uno dei capolavori della settima arte. Proprio dopo aver diretto “Giù la testa”, ambientato durante il periodo della Rivoluzione messicana, Leone dirige  “C’era una volta in America”. Nell’ultima sequenza del suo ultimo film, ambientata nel ’68, il protagonista Robert De Niro si trova in una fumeria d’oppio, dove ripercorre con la mente i primi anni ’30 a New York, in cui, giovinetto, ne combinava di tutti i colori insieme all’amico James Woods e agli altri membri della banda.
In effetti, tutto il cinema di Leone è un cinema della memoria, in cui la vicenda fa da sfondo alle storie degli individui. Leone, che ha diretto anche spot pubblicitari e ha scritto una decina di sceneggiature per altri registi, è morto nella sua casa di Trastevere il 30 aprile 1989. Tra i suoi estimatori d’eccezione (un esercito di scrittori e registi) ci sono anche Sam Raimi e Quentin Tarantino.  A vent’anni dalla sua morte il grande cinema di Sergio Leone continua a far sognare intere generazioni…

A cura di Cinemagora