Riporto qualche mia annotazione.

Ci sono pittori che hanno ritratto in maniera meravigliosa ciò che vedevano. E altri che hanno fatto vedere la natura in maniera diversa, nuova, mai vista prima: Turner, Caravaggio, Bacon. Tra questi due estremi tutti gli altri.

Della pittura analitica avverto il sottile fascino dell’esercizio artigianale, della maestria tecnica, della religiosità dei gesti e del silenzio, ma rispetto alla pittura, della pittura senza aggettivazione, essa è come un corpo mutilato. Quale guerra, quale conflitto, perso, può aver condotto a tale rinuncia di racconto, a tale mutismo, a tale assordante silenzio?

Essere attaccati alla cosa, a ciò che si è visto, anche se la visione è tutta interiore. non giocare con i colori e con le linee, ma dire la cosa. si deve dipingere ciò che si vede con la massima precisione possibile.

Non esiste nulla che non sia corpo che vive.

Il quadro in Gorky perde ogni volontà ritrattistica, ma è in sé. E’ un quadro e nient’altro.

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