continuo.

“In tema di quale sia la scienza o l’arte di scrivere versi, dall’Inferno uno ha imparato che la poesia più grande può essere scritta con la massima economia di parole e con la maggior austerità nell’uso di metafore, similitudini, bellezze ed eleganza verbale.

Quando affermo che si può imparare di più su come scrivere poesia da Dante che da ogni altro poeta inglese, non voglio assolutamente dire che il metodo di Dante sia l’unico giusto o che Dante sia di conseguenza più grande di Shakespeare o, ancora, di ogni altro poeta inglese. Per esprimermi con altre parole dico che Dante può essere meno dannoso nell’imparare a scrivere versi di quanto non possa essere Shakespeare.

La maggior parte dei grandi poeti inglesi sono inimitabili in un modo nel quale Dante non lo è. Se tenti di imitare Shakespeare certamente produrrai una serie di pompose, forzate e violente distorsioni del linguaggio. Il linguaggio di ciascun grande poeta inglese è il suo proprio linguaggio; il linguaggio di Dante è la perfezione di una lingua comune. In un certo senso, è più ordinario di quello di Dryden o Pope. Se imiti Dante senza talento, al peggio sarai ordinario e piatto; se segui Shakespeare o Pope senza talento, ti renderai assolutamente ridicolo.

Ciò nonostante lo stile semplice di cui Dante è il più grande maestro è uno stile molto difficile. In ventanni ho scritto una decina di versi in quello stile in maniera soddisfacente; e comparati con i passaggi più noiosi della Divina Commedia essi sono come paglia. Di conseguenza credo che sia difficile.”