Cari amici vicini e lontani,questa settimana il concorso si arricchisce delle seguenti segnalazioni:

Katia Nocentini con M. Ciaramella, Oscuri misteri.
Teresa Cattaneo con M. Ossini, Il cammino della semplicità
Susanna Argenta con M. Caracciolo, Tutto ciò che il paradiso permette
Chiara Manni con A. Rimbaud, Una stagione all’inferno
Gabriella Ventura con la foto leggera Lettura pesante.
Valeria Aloi con A. Moretti, Nel guscio della noce

Katia, nel segnalarci il secondo romanzo di Ciaramella che ha come protagonista l’ex agente Zeller, che tra sfide impossibili, ironia e misteri dovrà cercare soprattutto di proteggere le persone che ama, ci ricorda il proprio racconto Ali di Carta, la fiaba della stilista Fritella che abitava a New York, disegnava abiti per re e regine e vinse un tesoro alla lotteria nazionale. Anche in questo caso la fantasia sposa la leggerezza e l’ironia in una lettura che diretta apparentemente ai bimbi parla di morale agli adulti.

Teresa ci porta al racconto di un cammino, ad un “pellegrinaggio” lungo il cammino francescano che partendo dalle piccole cose, il silenzio, l’abbraccio delle cose e delle persone affronta temi complessi, attuali, urgenti come il riscoprire la necessità di parlarsi, di ascoltarsi con pazienza, attenzione, amore.

Susanna con il romanzo di Caracciolo ci parla di una fuga, di una fuga da tutto e da tutti di un adolescente per conoscere meglio se stesso e di un ragazzo per evadere da un mondo diventato improvvisamente da sogno incubo. Amicizia e  amore inseguiti da tutto e da tutti in una Nizza sfolgorante di sole.

Chiara ci ricorda il primo capolavoro di Rimbaud, scritto a diciannove anni con uno stile sconvolgente, tale da aprirgli le porte della letteratura francese e mondiale. Una prosa infuocata che incendia ogni parola nel rappresentare la catarsi di un uomo da un fanciullo.

Gabriella con la sua Foto Leggera coglie la stanchezza di una attesa ferroviaria nella quale il libro diventa compagno di sospirato riposo.

Infine, Valeria con il libro della Moretti ci conduce al nocciolo sanguinante e doloroso della ferita che lega uomini malati a deboli donne in un vincolo di violenza che confonde sentimenti, possesso, sadismo e lega la sopportazione a ideali mal digeriti, a vincoli che non esistono, a ragioni di esistenza che considerano se stesse meno di nulla. La violenza sulle donne qui viene raccontata e sofferta, in un grido che reclama giustizia e coscienza.

Il concorso prosegue. Vi aspettiamo tutte e tutti.