Nella mia luce che scende
cerco calore cercando
ricordi nel tuo sorriso
che stanco forse riaffiora
concentrazione trovata
sguardo tornato ragazza
rispondi, replichi, ridi,
mentre dalla calza bianca
il tuo polpaccio rivela
increspatura di lago
tempo paziente ricamo
e mi guardi e mi chiedi
ancora, di nuovo, sempre,
vecchie parole usate
acqua che corra sul prato
e riapra occhi socchiusi
meraviglia di un tempo
d’estate alpino lontano
e ci provo e per poco
funziona e siamo vivi
finché il giorno non smette
ed altre voci entrano
nella stanza ormai buia
con noi. Mi alzo e t’abbraccio.
“Vado. Ti lascio. Prometto
che torno. Ti giuro.” Sarà?

Nella mia luce che scende
cerco calore piegando
l’onda del tempo in elissi
che nel nastro riavvolto
mi permetta mantenere
promesse.