Distinguere ciò che è vero da ciò che è falso è una delle questioni su cui si è maggormente arrovellata l’umanità da millenni.

Alla fine la risposta è stata quella di dotarsi di procedure e processi per accertare la verità dando modo a tutte le parti interessate di verificare in itinere che tali procedure e tali processi siano stati seguiti con cura e in maniera appropriata.

Chi al termine di tali processi non accetti la verità che cosi è stata stabilita, rifiutandosi di percorrere i percorsi indicati in questi casi, ma rifiutando semplicemente il risultato acquisito, si pone fuori dal consesso sociale e attenta i principi fondamentali della nostra convivenza. In sostanza commette il reato di attacco alla costituzione, fonte primigenia di quelle regole civili.

In questi casi chi ha il potere deve esercitarlo, riconoscendo che è stato commesso un reato e come tale perseguirlo.

In questi casi non si è infatti nel campo della libertà di opinione, ma nel rifiuto e nella non accettazione della principale regola del vivere comune.

Ovviamente non si interverrà con un arresto dando l’ennesima prova di debolezza della democrazia.