Da Stefano Piantini rubo.

Nel 1930 Jean Cocteau realizza il film sperimentale “Il Sangue di un Poeta” (film b/n, sonoro, run: 55 minuti).

Nei cinquantacinque minuti di girato vedremo spunti visionari, animazioni, dissolvenze, effetti speciali, colpi di genio.

I fantasmi della vita di Cocteau prendono forma attraverso tagli e trucchi: il rapporto tra artista e opera, il mito di Orfeo, il suicidio del padre, la bisessualità, la morte dell’amato Radiguet, l’oppio, la musica, la danza, la poesia, l’infanzia perduta, l’Angelo Nero, che è la Morte.

Il film è diviso in quattro parti. Nelle prime due una statua di marmo si anima al tocco del poeta e lo invita a passare attraverso lo specchio, come Alice nel Paese delle Meraviglie, cosicché possa ritrovare il senso di ciò che ha smarrito. In questa immersione nel proprio subconscio il protagonista si trova a spiare rivoluzionari messicani fucilati, fumatori d’oppio, ermafroditi, bambine addestrate per lezioni di volo. Il poeta si uccide, riattraversa lo specchio e diviene lui stesso una statua.

Lascio che sia Cocteau a commentare le ultime due parti del film: “Potrei dirvi che la battaglia delle palle di neve è l’infanzia del poeta e che quando gioca la partita a carte con la sua Musa, la sua Gloria e il suo Destino, bara prendendo alla sua infanzia ciò che dovrebbe attingere a se stesso. Potrei poi dirvi che, avendo cercato di farsi una gloria terrestre, egli cade in questa noia mortale dell’eternità”.

Un film fantastico. Realizzato nello stesso anno, di “L’Age d’or” (altro capolavoro) Le sang d’un poète è di fatto l’ultimo frutto dell’avanguardia cinematografica surrealista. Primo film francese commentato da una voce fuori campo (Cocteau stesso). La Statua parlante è la mitica Lee Miller, le due immagini che posto rappresentano il viaggio attraverso lo Specchio. Il dvd si trova, ove mai foste curiosi di ripercorrere il trittico orfico di JC (Le Sang d’un Poéte, Orfeo e Il Testamento di Orfeo). Enjoy.

Ps (mio): l’immagine del passaggio dello specchio ricorda Pistoletto e i suoi lavori con gli specchi. Cento anni più, cento anni meno.