Rubo al mio amico Stefano Piantini.

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus [1920]. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’Angelo della Storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma dal Paradiso spira una tempesta che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale al cielo davanti a lui. Ciò che chiamiamo progresso è questa tempesta”. Walter Benjamin, 1940.

Nel settembre dello stesso anno WB, in fuga dalla Francia alla Spagna con destinazione USA, a Portbou, Catalogna, convinto che gli sarà negato il visto di transito, si suicida con una overdose di morfina, temendo di finire nelle mani dei nazisti, da cui appunto era fuggito. Il visto lo avrebbe avuto.