Da Patrizia Burgatto ricevo e pubblico:

Fìdati, che tanto siamo predestinati
dai minuti che sbattono sui lati dell’umido dei muri,
quel qualcosa che rende certa la nostra distrazione,
fidati, che tanto si va
per le vie del bianco, che svuota le stive
nelle maree dei destini.
Fìdati, che possiamo ancora stare nello stesso angolo
a pisciare con gli occhi coscienti e gli odori notturni…

Fìdati e chiudimi nell’acuto e sfinito sogno
e conta più a lungo che puoi
qualunque cosa non è che una parte
presto riempirò il prossimo vuoto del mio futuro
con la vita degli altri
con lo stesso sciagurato sorriso
e morderò il dormire
rosicchiando il gelo
dannate carogne
entro ed esco dai giochi
con la camicia aperta sul petto
mi chino sulla spaventata sposa e il suo maschio
m’innalzo per fotterli , m’inginocchio, a schiena piegata
grande e piccola insieme galleggio…
ma poi mi fermo
se fossero un fiammifero mi potrebbero riscaldare
guardo il mio corpo che include tutto il loro
nudo
come un insetto per la sua terra…

Fìdati che il giorno mi saluterà con le teste di niente
e quell’ansia della mente si accomoderà alla meglio
correrà nel sonno
dove tutti s’incontrano
mentre il buio nutre ancora il suo segreto

Fìdati…che a sbiancare le mie ossa ci penserò più tardi

Una testa dentro l’altra … una testa dentro l’altra
batte il silenzio