Waltz With Bashir di Ari Folman
Il film è l’ingegnoso tentativo del regista d’animazione Ari Folman di rendere conto delle atrocità a cui ha assistito durante il suo servizio di leva nell’esercito israeliano, in particolare il massacro di Sabra e Chatila. Tormentato da falsi ricordi e blocchi mentali, Folman ha scelto di intervistare tutti i testimoni che è riuscito a raggiungere e convertire le loro testimonianze in disegni animati, completati con scene dei suoi peggiori incubi e drammatiche ricostruzioni. Un film straordinario, straziante, provocatorio, che fa uscire barcollanti dalla sala.
Una sera, in un bar, un vecchio amico racconta al regista un sogno che tormenta le sue notti: viene inseguito da 26 cani feroci. Tutte le notti, lo stesso numero di cani. I due concludono che sicuramente questo ha a che fare con la loro esperienza comune nell’esercito israeliano durante la prima guerra lel Libano, all’inizio degli anni Ottanta.
Ci fu un massacro tremendo, di innocenti rifugiati palestinesi, nei campi di Sabra e Shatila. Il regista ricorda tutto attraverso un sogno, che viene visto nel film. Una visione di persone che escono dal mare, nudi e s’incamminano verso la città, dove non ci sono più persone, solo donne che piangono i loro morti.
Nel film ritroviamo tutto, la crudeltà, la giovinezza dei soldati, il terrore, la follia e scene che ricordano l’Olocausto. E’ un documentario, vuole essere un monito per i giovani, contro la guerra. E’ uscito nell’anno del 60esimo anniversario della fondazione di Israele, questo ci fa pensare.
Ci fu un massacro tremendo, di innocenti rifugiati palestinesi, nei campi di Sabra e Shatila. Il regista ricorda tutto attraverso un sogno, che viene visto nel film. Una visione di persone che escono dal mare, nudi e s’incamminano verso la città, dove non ci sono più persone, solo donne che piangono i loro morti.
Nel film ritroviamo tutto, la crudeltà, la giovinezza dei soldati, il terrore, la follia e scene che ricordano l’Olocausto. E’ un documentario, vuole essere un monito per i giovani, contro la guerra. E’ uscito nell’anno del 60esimo anniversario della fondazione di Israele, questo ci fa pensare.
Waltz With Bashir
Regia: Ari Folman.
Genere Drammatico, 90′. –
Produzione Israele, Germania, Francia 2008
sito film
Cinemagora
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ho visto il film tempo fa. due notazioni. la prima: non è un film che se uno è stanco tiene sveglio. il racconto è lento e doloroso e, nonostante la spaventosità dell’argomento e di molte immagini/disegni, il ritmo accompagna inesorabilmente verso il sonno chi ci arriva stravolto da una giornata lavorativa – io, per esempio. la seconda: è un film molto particolare e che comunque lascia una traccia, anche se uno, come me, ne ha visto solo una parte. Angoscia credo sia il sentimento maggiore che volutamente provoca. Ciò detto, il risultato è quel che il regista si prefiggeva e quindi ben vengano film che smascherano le nostre brevi immagini da cartolina, che raccontano come gli israeliani abbiano prestato uniformi e armi ai cristiani maroniti e li abbiamo “assistiti” nel massacro, facendo attenzione che nessuno potesse salvarsi, scappare. In guerra i concetti sono i più consunti: si circonda un villaggio, si entra e si massacrano tutti. poi si esce e si torna alle proprie case. Sempre così. Da secoli. E’ l’abc del soldato, pare. Bel mestiere. Tempo fa pensavo e dicevo che il mondo dovrebbe essere pronto a prender coscienza che le guerre, quando necessarie, devono essere combattute solo nei campi di battaglia, non nelle città, nei villaggi. Chi adopera i villaggi e le città per offendere il genere umano dovrebbe essere considerato un criminale di guerra e come tale processato ad ostilità finita. Solo per quello, a prescindere se ha sparato un colpo e verso chi. Usare le armi nelle città è criminale, in pace come in guerra. Ridicolo, illuso, cane che abbaia alla luna. Non me lo hanno detto chi mi ascoltava. Me lo dico oggi da solo.