Qualche giorno fa eravamo a Napoli, che, ricordo, è tra le prime quattro città italiane per numero di abitanti e importanza culturale ed economica. Ebbene per tre notti, dal giovedì al sabato notte, il quartiere di Pizzofalcone è rimasto completamente al buio. L’illuminazione pubblica era saltata ed è rimasta tale per le notti di giovedì, venerdì e sabato.

Ora per i non amanti delle fiction televisive o dei romanzi di De Giovanni Pizzofalcone è un quartiere appena alle spalle di Piazza Plebiscito, ovvero in pieno centro cittadino. Senza luce nelle strade per tre notti.

Tornato da Napoli, due sere fa ero in piazzale Baracca a Milano alle dieci di sera circa. La linea elettrica della rete tramviaria era interrotta. Sul luogo erano prontamente intervenuti i tecnici ATM (Azienda Trasporti Milanese) ed erano al lavoro: tre tecnici su una piattaforma mobile a riparare i cavi elettrici, un guidatore del camion che trasportava la piattaforma mobile, tre vigili urbani e altri 5 operatori ATM variamente occupati a aprire portiere, rincuorare gli autisti dei tram fermi in attesa, dare parole di speranza ai rari automobilisti. Dodici persone, di cui tre a riparare il danno e gli altri a guardare e chiaccherare.

Queste sono le due Italie. Le due Italie che permettono, sempre a Napoli, a chiunque guidi un mezzo di fare, con educazione e rispetto (quasi), ciò che vuole, compreso avere o non avere il casco se si guida un motorino, esser in sella soli o in compagnia fino alle possibilità fornite dalla fisica newtoniana, occupare corsie dei mezzi pubblici fino a quando un agente non te ne consiglia, sempre con educazione e rispetto, la liberazione.

Due Italie. Ma oggi l’essenziale non è controllare e fare efficienza nella spesa pubblica (dodici a riparare un cavo elettrico) o far rispettare il codice della strada nelle affollate vie napoletane o dare la luce per illuminare le vie cittadine. Oggi l’essenziale è essere contro. A qualcuno sempre.