Dalla notte sorge il giorno. Da questa tragedia, da questi cambiamenti epocali sorgerà una nuova società, un nuovo consesso civile.

Senza voler allargarsi troppo, parliamo solo della nostra cara Italia. Ma in realtà il discorso vale per molti stati europei.

L’unione della (1) crisi pandemica e la conseguente consapevolezza della fragilità delle nostre difese in ambito sanitario, con (2) l’evidenza che uno sviluppo economico basato sulla combustione per produrre energia elettrica non è più perseguibile in chiave ambientale e con (3) la sempre maggiore e più profonda diffusione di nuove tecnologie digitali e della relativa automazione fa sì che, come dicevano i classici, qui Rodi, qui salta.

A tutto questo (o forse propter hoc) aggiungiamoci la crisi internazionale data dall’invasione dell’Ucraina.

Abbiamo una occasione storica, unica. La civiltà umana sta cambiando. È questo il momento di pensare e definire che Italia che sarà. Spero e confido che le forze politiche tutte se ne rendano conto e smettano di far di conto sugli spiccioli elettorali. Qui davvero torna vera l’enfasi risorgimentale: qui, oggi, si fa l’Italia o si muore.

Augh.