Ieri indigestione d’arte con la visita ai Giardini e all’Arsenale della Biennale di Venezia. Troppa roba tutta insieme. Ci tornerò su quando avrò digerito meglio ciò che ho visto.

La prima impressione è che ci sia un ritorno prepotente alla pittura, cosa di cui non posso che essere felice. Pittura proveniente specie da artisti non occidentali.

La seconda è che i padiglioni nazionali siano vittime di logiche poco trasparenti: molti sono dedicati a pochi temi e pochissimi artisti (spesso uno), con una prevalenza di installazioni che hanno più a vedere col sociale che con l’arte. Possibile che il panorama artistico di tutti questi paesi sia ridotto a così poca cosa?

In ogni caso visita interessante e piena di spunti, come ad esempio il tramonto apparentemente definitivo della materialità in pittura e in parte dell’arte povera, come se la Transavanguardia fosse stata più densa di spunti creativi dell’Arte Povera, o, più semplicemente, è solo arrivata dopo e quindi più vicina a noi.

In ogni caso tornerò su questi temi. Per adesso condivido solo alcune delle foto che ho scattato.