Mi ritengo, evidentemente sbagliando, un buon lettore. Intendo uno che legge. Lo faccio con regolarità. Mi aiuta a prendere sonno la sera e a ragionare di giorno. Mi fa conoscere persone (autori, ma soprattutto personaggi) che mai avrei avuto la fortuna di conoscere. Per questo amo la letteratura e per questo rimango stupito e addolorato quando sento e leggo che qui da noi, in Italia, si legge poco.

Prima i Lettori, il concorso letterario che premia i lettori per le loro buone letture, è nato per questo, per aiutare me e gli altri a leggere meglio e di più.

Dicevo che evidentemente mi sbaglio: non devo essere un buon lettore, perché se sfogliando le pagine del Corriere di oggi leggo di Nadia Terranova o di Edoardo Nesi e non ho la più pallida idea di chi siano, evidentemente non sono un buon lettore.

Perché sia la signora Terranova che il signor Nesi hanno vinto non da molti anni importanti premi letterari italiani. Sono scrittori. Scrittori emergenti, forse, ma scrittori tanto bravi, ripeto, da aver vinto il Bagutta e lo Strega. Eppure io non li avevo mai sentiti prima. Ma la cosa peggiore è che non provo neanche il minimo desiderio di leggere i loro libri. Non sono un buon lettore.

In nove edizioni di Prima i Lettori su circa 400 libri segnalati dai vari partecipanti a memoria ce ne è stato uno che ha vinto un premio (8 Montagne di Cognetti). Gli altri sono i libri che si leggono.

Quando ho iniziato Prima i Lettori dubitavo che il meccanismo di produzione e promozione letteraria in Italia fosse efficace. Questa mi pare una buona prova della sua inefficacia.